9 aprile 2020 massimoperciavalle

Il tempo rigenerativo

Seneca diceva: “La vita è divisa in tre momenti: passato, presente, futuro. Di questi, il momento che stiamo vivendo è breve, quello che ancora dobbiamo vivere non è sicuro, quello che già abbiamo vissuto è certo.”

In questo tempo difficile riemerge il valore di prendersi cura di sé stessi e degli altri, a livello sociale ci siamo resi conto che avere buona salute non è scontato e questa è diventato un valore primario.

Rendiamo questo momento di #iorestoacasa, davvero un tempo per riflettere e dedicarci alle cose davvero importanti per noi.  Attiviamo i meccanismi protettivi presenti nel nostro organismo, cercando di svolgere attività che permettono al nostro cervello il rilascio di ormoni come serotonina ed endorfine, permettendoci anche di vedere il bicchiere mezzo pieno.

Cerchiamo di creare delle routine permettendoci di stabilizzare, quello che gli psicoterapeuti chiamerebbero “stabilizzazione del campo”. Ossia offrirci sicurezza mantenendo routine giornaliere sane che dipendono da noi e che ci tengono lontano dalla malattia. Io la chiamo ricerca di senso o significato: occorre prima di tutto stabilizzare le immagini interiori offrire un significato a ciò che pare incerto. Afferriamo razionalmente ciò che noi possiamo fare con questa situazione. II fine ultimo è quello di restare calmi, cercare i talenti o le risorse interiori e capire come utilizzarle a nostro favore.

In questo ci viene in aiuto la nostra competenza definita intelligenza emotiva, ossia quella capacità naturale e migliorabile con l’allenamento di integrare pensieri ed emozioni per prendere decisioni sostenibili che sia a favore del nostro benessere che di quello altrui.

Ciò significa iniziare ad osservare noi stessi e non le situazioni esterne.

Per far questo propongo un primo esercizio per imparare a riconoscere ciò che sta accadendo dentro di noi e direzionarlo a nostro favore.

Per prima cosa poniti delle domande potenti:

Cosa sto provando adesso? Potrebbe essere ansia, paura, rabbia, frustrazione

Dove provo questa emozione e la colloco, nel mio fisico? La Gola, il petto, il cuore, la pancia…

Quanto è forte l’emozione da 1 a 10? Valuta il tuo stato emotivo in questo momento

A questo punto accogli l’emozione e lascia che la stessa fluisca e si intensifichi senza opporre resistenza, segui la sua naturale attivazione. Tocca la parte del corpo che senti più coinvolta.  Come un surfista surfa sulle onde fai altrettanto con l’emozione e segui l’onda, lasciando che raggiunga il picco.

Quando il picco sembra terminare posso utilizzare l’immaginazione e attivare gli altri sensi, pensare ad un profumo per il quale sentiamo affinità o un paesaggio naturale che ci crea calma.

 

Si otterrà un rilascio naturale dell’energia.

Jung diceva che la psiche ha bisogno di immagini. Occorre sapere cosa serve alla nostra psiche. Stiamo fermi e accogliamo il disagio quando arriva.

Lucrezio diceva: nel mare in tempesta possiamo farci travolgere dalle emozioni ma anche guardarle con un occhio di distanza.

Con l’immaginazione possiamo attivare risorse interiori. Il ricordo di un posto che evoca calma e sicurezza. Immergiti nell’immagine e senti il più possibile la calma. Trova e scrivi la tua risorsa interiore che ti attiva l’immagine: coraggio, volontà etc…

La paura annienta il libero arbitrio e rende facilmente vulnerabili all’altrui volere. La paura ha una funzione adattiva ma se non ben gestita può facilmente degenerare in terrore e portare la manifestazione della parte peggiore dell’essere umano.

Solo rimanendo centrati e consapevoli è possibile occuparsi di ciò che necessita attenzione evitando degenerazioni emotive come il terrore e l’allarmismo.

A questo punto chiedersi? cosa è importante fare per calmarsi?

Quando iniziamo a capire e percepire ciò che è nascosto dentro di noi iniziamo a recuperare controllo e fiducia. Non bisogna perdere la propria rotta. Occorre ascoltare la propria guida interiore il proprio SE.

Rendersi Responsabile, cioè abili a rispondere e recuperare il timoniere interno e seguire la propria rotta. La psiche deve essere immersa nel benessere.

Seneca diceva: “Un timoniere di valore continua a navigare anche con la vela a brandelli”.

Il respiro: un’altra risorsa è imparare a respirare di pancia. Cioè riempiendo d’aria anche le zona inferiori dei polmoni. Si può fare un training giornaliero imparando a fare respiri profondi inspirando a fondo dal naso e trattenendo il fiato per qualche secondo espirando e spingendo fuori dalla bocca.

Si possono provare diversi esercizi: ad esempio un’inspirazione di 3 secondi, trattenendo il fiato per altri 3 secondi e buttando fuori contando 6 secondi. E sì può andare avanti con il training fino ad aumentare i tempi a 4-7-8 secondi.

Il respiro diaframmatico porta serenità e benessere. Se questo esercizio è fatto accendendo un incenso di un aroma che ci piace o sciogliendo un’essenza profumata con una candela abbiamo abbinato due sensazioni al nostro corpo. Possiamo inserire a piacere una musica rilassante.

E infine l’utilizzo della creatività, disegnare, dipingere, fare lavori con le mani, ceramica, lavorare con il das. Scrivere di se stessi, di ciò che si osserva; scrivere storie, fiabe. Ad ognuno il proprio hobby piacevole.

Rilassarsi colorando un Mandala, queste possono rappresentare le figure del mondo interiore e offrirci l’opportunità di ritrovare il centro di noi stessi.

Corso Online Gestire le emozioni e il Coaching: utile per imparare a comprendere le emozioni per agire in maniera più consapevole e intenzionale a favore del tuo benessere psicofisico.

Tagged: , , ,